Paola Tiberio

Architetto, appassionata
di Viaggi e Turismo

VERONA

La città della cultura e dell’amore

Con più di duemila anni di storia Verona è uno dei centri più importanti del Veneto.

La città è abbracciata dal fiume Adige, mentre a nord, i colli ne esaltano l’armonia e la bellezza.

Piazza Brà (dal tedesco “breit”, “largo”), uno dei più maestosi capolavori urbanistici della città è il punto di partenza delle visite alla scoperta del bellissimo centro storico.

La Piazza si pone come un crocevia tra tempi e culture diverse: la Roma imperiale ci ha lasciato l’Arena, uno degli anfiteatri dell’architettura romana giunto a noi con il miglior grado di conservazione. Dal 1913 in Arena si svolge la Stagione Lirica Veronese.

Del difficile periodo medievale cittadino, rimangono i portoni della Brà e la torre dell’orologio.

Il palazzo della Gran Guardia ci riporta al Rinascimento mentre Palazzo Barbieri, sede attuale del Comune, al periodo neoclassico.

Non si possono dimenticare la statua di Vittorio Emanuele II, installata per celebrare l’annessione all’Italia del 1866 e la Fontana delle Alpi, posta al centro della Piazza, simbolo del gemellaggio con Monaco di Baviera.

Percorrendo Via Mazzini si accede alla seconda piazza-simbolo della città, Piazza delle Erbe, nella quale tempo e spazio si fondono assieme: si parte dall’età romana-medievale con la fontana di Madonna Verona, fino ad arrivare alla Tribuna, il capitello medievale al centro della Piazza dove, all’epoca, si sedevano sia i potestà che i pretori nel momento del loro giuramento, per poi concludere con una maestosa colonna in marmo bianco alla cui sommità si staglia il leone di San Marco, simbolo della Serenissima.

A dominare la Piazza vi sono Palazzo Maffei, sul cui tetto sono presenti statue di divinità greche e la Torre dei Lamberti (XI secolo), il cui orologio scandisce la vita cittadina dal 1798.

Adiacente a Piazza delle Erbe, si trova Piazza dei Signori, al cui centro si erge la statua del Sommo Poeta Dante Alighieri, il “ghibellin fuggiasco”.

Nel corso dei secoli, la piazza è stata il simbolo del potere politico ed amministrativo della città scaligera. Particolare caratteristica è come tutti i monumentali edifici siano tra loro collegati attraverso un sistema di arcate e logge.

In uno spazio a parte, si trova la Chiesa di Santa Maria Antica, nel cui cortile si ergono le Arche Scaligere, monumento funerario della famiglia dei Della Scala.

Uscendo da Piazza delle Erbe e proseguendo per via Cappello, si può arrivare alla Casa di Giulietta, una delle mete più visitate dai turisti di tutto il mondo. Entrati nel cortile, non si può fare a meno di notare il famoso balcone reso celebre dalla penna di William Shakespeare. Meno fortuna, invece, ha avuto la casa di Romeo, situata nei pressi delle Arche Scaligere.

Appena fuori dalle mura cittadine, in via del Pontiere, è collocata la Tomba di Giulietta, all’interno dell’ex convento dei frati cappuccini del XIII secolo, oggi Museo degli Affreschi.

Il centro storico è certamente ricco di storia, cultura e letteratura ma altrettanto possono esserlo le zone appena fuori da esso.

Percorrendo via Roma, si può arrivare a Castelvecchio, edificato da Cangrande II Della Scala. L’attuale nome non deriva, però, da quest’ultimo, bensì da Galeazzo Visconti. La nomenclatura originale era “Castello di San Martino”: le fondamenta del castello furono, infatti, erette sopra i resti dell’antica chiesetta di San Martino in Acquario. Adibito ad uso militare durante la dominazione veneziana, il castello soffrì particolarmente sia durante l’età Napoleonica, sia durante il secondo confitto mondiale. Sottoposto ad un rigoroso e lungo restauro partito nel dopoguerra, oggi ospita il Museo Municipale e una ricchissima biblioteca storica.

L’omonimo ponte, costellato lungo tutto il suo perimetro dalle merlature ghibelline, conduce all’Arsenale Scaligero.

Fuori da Castelvecchio, proseguendo lungo Corso Cavour, è possibile imbattersi in altri due preziosi lasciti dell’epoca romana: il primo è l’Arco dei Gavi, il cui nome riporta quello dell’omonima famiglia che lo fece erigere; il secondo è Porta Borsari. Il nome indicava i “borsari” episcopali, i quali intascavano le gabelle sulle merci.

La porta romana sancisce anche il termine di Corso Cavour che diventa Corso Portoni Borsari.

Una menzione merita sicuramente il Teatro Romano, ai piedi di colle San Pietro, sulla riva sinistra del fiume Adige. La sua edificazione risale, come dice il nome, in epoca romana, attorno al primo secolo a.C., ma solo nell’ottocento il Comune ha deciso di recuperare la struttura originale dalle costruzioni che nei secoli vi si erano sovrapposte.

Il sito è particolarmente attivo nel periodo estivo, durante il quale si celebra, tra l’altro, il Festival Shakespeariano all’interno della rassegna dell’Estate Teatrale Veronese.

Ultima ma non per importanza è la Basilica di San Zeno, all’interno della quale è custodito il corpo del Santo. La sua datazione può essere fissata verso il XII secolo e rappresenta la punta di diamante nel panorama dell’architettura religiosa romanica del Nord Italia. Particolare importanza assume anche la devozione dei veronesi nei riguardi del Santo, l’ottavo vescovo della città nonché suo patrono, vissuto nel IV secolo d.C. e che convertì Verona al cristianesimo.

Come nella storia, anche nella cultura Verona ha lasciato la sua impronta di unicità, con istituzioni di primaria importanza come l’Accademia Filarmonica, la più antica d’Europa, la Società Letteraria, il Conservatorio e la Biblioteca Capitolare, il cui Scriptorium era attivo già dal V secolo.

Numerosi sono sempre stati i suoi visitatori, alcuni dei quali illustri, come Dante, Goethe e Mozart.

Particolare menzione merita la Biblioteca Civica: in essa, nel 1816, furono rinvenute e recuperate, dopo un lungo processo, le “Institutiones” del giurista romano Gaio, unica opera della giurisprudenza romana classica giunta fino ad oggi integralmente e senza l’aiuto di compilazioni.

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